RACHEL
Rachel (Roberta Calaresu) sviluppa la sua pratica pittorica come processo di indagine materica e percettiva. Dopo un’infanzia segnata dal gesto spontaneo e dalla distruzione rituale delle proprie opere – intesa come atto di rinnovamento continuo – abbandona temporaneamente la pittura per dedicarsi a ricerche storiche di lungo corso e alla scrittura.
Il ritorno all’arte nel 2024, avviene con un linguaggio maturo, centrato sulla fisicità dell’olio e sulla gestualità diretta. Le sue superfici sono costruite con spatole, stratificazioni dense, cromie impulsive o monocromie estreme. La materia viene spinta fino al limite della scultura, trasformando la tela in un terreno tridimensionale.
Il corpus di Rachel si distingue per un approccio “fenomenologico”: la pittura come esperienza, come atto di percezione amplificata. Il colore è usato come campo energetico; la materia, come testimonianza. La sua pratica, spesso alimentata da osservazione diretta, autorappresentazione, ricordi d’infanzia e percezioni extrasensoriali, si colloca in un crocevia tra espressionismo materico, analisi visiva e ricerca interiore.
Pittrice Espressionista Intuitiva
Pittura Gestuale Figurativa
Neo-Primitivismo Materico

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ROBERTA CALARESU parallelamente alla pittura svolge studi storici e speculativi fondati su analisi comparativa, osservazione sistematica e ricostruzione di logiche antiche non ancora pienamente indagate.
Il suo lavoro di ricerca si concentra sulla mappatura e sull'interpretazione di sistemi simbolici storici, condotti con metodo analitico e approccio investigativo, attraverso antichi dipinti.
L'approccio analitico tipico dell'Asperger, le dona una capacità di archiviare enormi quantità di dati, riconoscere pattern invisibili e decifrare strutture complesse. Questo metodo ha permesso di affrontare indagini lunghe decenni e ricostruire enigmi storici e casi irrisolti con una precisione non convenzionale.